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Montescudo
Montescudo.
Il nome più antico di Montescudo è Rio Alto forse perché ai suoi piedi scorrono il Conca ed il Marano; in seguito diventò Mons Scutulus, Montescudolo, Montescutello ed infine Montescudo. Le origini non sono ben note; si pensa ai Celti, agli Etruschi. In una località, alla periferia del paese, chiamata monte Godio, fu trovata una statua in argilla, alta circa 1 metro, che probabilmente doveva rappresentare una divinità etrusca. Nell’ anno 1874, scavando in prossimità della Chiesa di S. Biagio e S. Simeone, furono rinvenuti i resti di scheletri giganteschi (Celti ?) e parte di colonne e tombe romane. Montescudo, ai tempi dell’ Imperatore Augusto, serviva anche come stazione militare adibita al cambio dei cavalli per i corrieri che da Rimini (Ariminum) andavano a Roma.
Era probabilmente il primo scambio di una scorciatoia per la via del Furlo. Dopo le invasioni barbariche, spaventose quelle degli Ungari, Montescudo fu nei secoli oggetto di contesa fra i Malatesta e i Montefeltro per conservare quello che era considerato un punto strategico nella lotta fra i due casati. In seguito Montescudo passerà sotto il dominio di Venezia, del Papato e di Napoleone Bonaparte. Fu proprio sotto il dominio di Napoleone che Montescudo raggiunse l’apice della sua prosperità,
perché oltre agli Uffici della Pretura ebbe quello del Censo, del Catasto, di Leva e Postale; ancora oggi il gonfalone del Comune porta i colori della bandiera francese ed una lapide, all’ingresso del teatro comunale, ricorda questo periodo. Il centro storico conserva una massiccia cinta muraria, la torre civica risalente al 1300, una straordinaria e singolare ghiacciaia, i camminamenti, i passaggi segreti che dalla torre di vedetta lato mare portano alla rocca, il pozzo, la ripida scalinata ed il grande ed intatto braciere.
Durante i lavori di restauro nella parte orientale delle mura, bastione centrale, il 31/05/1954 vennero trovate 22 medaglie raffiguranti Sigismondo ed il Tempio Malatestiano contenute in un vaso di terracotta. Non mancano nelle frazioni itinerari culturali naturalistici: il Castello di Albereto, ancora ben conservato nella struttura originale, la Pieve Romanica di Trarivi, oggi Chiesa della Pace, con il suo Museo della Linea Gotica Orientale, la Chiesa di Valliano con all’interno affreschi del ‘400 appartenenti a pittori della scuola del Ghirlandaio. Rinomate e famose sono le terracotte della Frazione di S. Maria del Piano, dove ancora oggi le ceramiche vengono lavorate artigianalmente. L’economia del paese si basa sostanzialmente sull’agricoltura e nel Museo Etnografico di Valliano di Montescudo sono raccolti attrezzi agricoli, oggetti e tutto ciò che faceva e fa ancora parte della cultura del territorio.
Dove si trova.
Montescudo, immerso nel verde ed in posizione collinare (386 m.t. s.l.m.) nella Valle del Conca, con ottima vista sulla riviera romagnola, da cui dista solo 16 km, è raggiungibile da Rimini lungo la provinciale n. 41 e da Cattolica e Riccione transitando per Morciano di Romagna.Naturalmente non mancano, sia nel capoluogo che nei dintorni, ristoranti e trattorie apprezzate per la loro cucina tradizionale e raffinata, buone strutture ricettive, attrezzature sportive e ricreative in grado di offrire una piacevole e distensiva vacanza, immersa nel verde, a due passi dal mare.
Itinerari.
Escursione la visita al Museo della Linea Gotica Orientale in Trarivi di Montescudo, recentemente ristrutturato e ri–allestito, collocato su uno splendido poggio con vista panoramica sul mare,  la passeggiata lungo il sentiero pedonale che collega lo collega al Museo Etnografico di Valliano e la successiva visita al Museo Etnografico di Valliano. Il sentiero, dalla forte valenza paesaggistica, percorribile a piedi, in bicicletta o mountain bike, collega infatti i due musei, divenendo esso stesso una sorta di “museo a cielo aperto” (vedi depliant allegato). Presso il Museo è presente il Ristorante “Zì Teresa”.
Informazioni:
Montescudo
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